Obelisco, in fumo 105 mila euro: salvati con la conciliazione

Nel 2005 quattro famiglie siciliane, tre catanesi ed una ragusana, avevano acquistato presso Poste Italiane numerose quote dei Fondi Immobiliari Obelisco. L’investimento, di 2.500 euro a quota, per un valore complessivo totale di 105 mila euro, era stato prospettato come sicuro, tuttavia i risparmiatori non erano stati informati della reale natura rischiosa delle operazioni.Negli anni le famiglie si erano viste completamente volatilizzare i loro investimenti, fino ad azzerarsi totalmente, benché i funzionari di Poste li avessero rassicurati descrivendo le operazioni fatte come un investimento sicuro e vantaggioso. Le famiglie hanno quindi deciso di rivolgersi a Confconsumatori per inviare i reclami a Poste Italiane, contestando i fatti e chiedendo il rimborso del capitale investito.Dopo il protrarsi del silenzio di Poste che non ha mai risposto alle lettere di reclamo, i risparmiatori hanno deciso di aderire alla procedura stragiudiziale di conciliazione paritetica, come spiegano i legali Carmelo Calì, presidente Confconsumatori Sicilia, e Samantha Nicosia, responsabile di Confconsumatori Ragusa: «Il protocollo è stato attivato dopo alcune trattative tra l’Azienda e le associazioni dei consumatori, tra cui anche Confconsumatori, e consente in presenza di determinati requisiti di accedere in via stragiudiziale a un indennizzo per la perdita subita».Grazie a questa procedura le famiglie hanno infatti ottenuto il rimborso di 2.200 euro a quota ovvero quasi il 90% dell’investimento iniziale evitando, allo stesso tempo, l’onere economico che richiedono i contenziosi arbitrali e giudiziali, i quali hanno tempi molto più lunghi. Infatti, il contenzioso relativo alla vendita di quote di fondi immobiliari si è nettamente ridotto nel tempo per effetto della positiva azione di Poste Italiane che ha condiviso con le associazioni dei consumatori il percorso conciliativo.Tuttavia, può accadere che il risparmiatore non possa avere accesso, per mancanza dei requisiti soggettivi, né ai rimborsi offerti in autotutela da Poste né alla procedura di conciliazione e in questo caso potrà attivarsi la procedura di ricorso davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob.Confconsumatori ricorda che Poste Italiane ha prorogato al 31 ottobre 2020 il termine per presentare domanda per il rimborso e la procedura conciliativa.I quotisti Obelisco danneggiati possono rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori per avere un consiglio su come tentare di recuperare i risparmi perduti. Per ricevere informazioni, contattare la sede più vicina di Confconsumatori.

Ad Andria siamo in VIA GIUSEPPE PARINI 8.E’ possibile fissare appuntamento telefonando al n. 324/9913773 o inviando una mail a: andriaconfconsuma@libero.it – confconsumatori.andria@gmail.com

Buono postale senza scadenza: risarcita risparmiatrice Ricorso all’ABF di Bari per un buono della serie AA4 ingiustamente prescritto: mancavano le condizioni economiche e i termini di scadenza.

Una risparmiatrice aveva acquistato un buono fruttifero postale come regalo in previsione della maggiore età del nipote, ma al momento della riscossione del titolo, diversi anni dopo, aveva scoperto che il buono risultava già scaduto da tempo. La consumatrice, allora, si è rivolta a Confconsumatori per essere assistita nel ricorso contro Poste.La vicenda risale al 2002 quando una risparmiatrice, residente a Castelnovo di Sotto (RE) aveva deciso di acquistare un buono postale della serie AA4. Al momento della vendita, l’intermediario di Poste le non aveva però consegnato la documentazione accompagnatoria e così la consumatrice era stata indotta a considerare come data di scadenza del buono il 18° compleanno del nipote, a cui era intenzionata a regalare il titolo. Tempo dopo, nel 2019, al momento della riscossione del buono fruttifero, la risparmiatrice aveva scoperto che il buono risultava essere già prescritto e che quindi non avrebbe più potuto essere rimborsato.La signora, allora, si è rivolta alla sede di Confconsumatori Corigliano-Rossano per presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario contro il comportamento tenuto nei suoi confronti da Poste Italiane. L’arbitro ha rilevato che al momento dell’acquisto del titolo non erano state riportate le condizioni economiche e i termini di prescrizione dello stesso, per tale ragione la consumatrice era così stata indotta a «considerare come data di scadenza del buono il compimento della maggiore età del nipote».Quanto all’individuazione della serie di appartenenza del buono, l’Arbitro ha rilevato che «lo stesso indica la serie di appartenenza “AA4” riportata a penna e contiene la dicitura “a termine”, sul fronte e sul retro indica la data di emissione (11/05/2002) ma nulla riporta in merito alla scadenza del termine e ai tempi di prescrizione».L’Arbitro, a fine luglio, ha accolto il ricorso della risparmiatrice e ha disposto il risarcimento del buono da parte di Poste Italiane.

Per informazioni, contattare la Confconsumatori Andria BT al n. 324/9913773 o via mail a: andriaconfconsumatori@gmail.com

La Confconsumatori Andria BT è ad Andria alla via Giuseppe Parini 8.

BANCA POPOLARE DI BARI: AL VIA LE COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE

 Il Giudice del Tribunale Penale di Bari ha disposto procedersi al giudizio immediato nei confronti  confronti di Marco e Gianluca Jacobini, imputati, a vario titolo, dei reati di false comunicazioni sociali, falso in bilancio, falso in prospetto. Gli imputati sono accusati, in particolare, di:

  • aver esposto, nel bilancio della Banca Popolare di Bari, informazioni e fatti materiali non rispondenti al vero, in modo idoneo ad indurre in errore soci e pubblico, alterando in modo sensibile la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca;
  • aver esposto false informazioni ed occultato dati e notizie rilevanti nei prospetti informativi pubblicati e diffusi in occasione degli Aumenti di capitale del 2014 e del 2015, in modo da indurre in errore e ingannare i destinatari del prospetto.

È evidente che le condotte contestate agli imputati hanno danneggiato inevitabilmente gli azionisti, sia perché hanno cagionato il depauperamento del valore dell’azienda e quindi delle azioni e sia perché gli azionisti sono stati impossibilitati a valutare correttamente i valori reali ed i rischi effettivi connessi ai titoli BPB e ad effettuare consapevoli scelte di investimento e/o di disinvestimento.

Cosa si può richiedere. Con la costituzione di parte civile, per gli azionisti è possibile richiedere la condanna degli imputati al risarcimento di tutti i danni subiti, sia patrimoniali, pari all’importo versato per l’acquisto delle azioni BPB, sia non patrimoniali per il danno morale subito a causa dei reati commessi.

Come fare per costituirsi parte civile nel processo penale. Il termine per la costituzione di parte civile è fissato per la prossima udienza del 16 luglio 2020. Per poter partecipare all’azione giudiziale, è necessario raccogliere e consegnare, entro il 13 luglio p.v., la seguente documentazione: firmare la procura speciale in favore dell’avvocato che sceglierete; copia di un documento d’identità valido; copia del codice fiscale; copia degli ordini di acquisto delle azioni BPB; gli estratti del dossier titoli degli ultimi dieci anni da cui risultano eseguiti gli acquisti delle azioni BPB oppure gli estratti di conto corrente da cui si evincono i pagamenti eseguiti per acquistare le azioni BPB; copia di un estratto dossier titoli recente (2019, meglio se 2020) comprovante l’attuale titolarità delle azioni BPB. Laddove la banca non rilasci i documenti entro il 16 luglio, sarà utile allegare la richiesta scritta fatta alla stessa, cosi da poter depositare i documenti in seguito.

Per informazioni, contattare la Confconsumatori Andria al n. 324.9913773 (anche via Whatsapp).

BANCA POPOLARE DI BARI: PERCHE’ VOTARE A FAVORE DELLA TRASFORMAZIONE IN SPA E’ L’UNICA SOLUZIONE UTILE E CONVENIENTE PER AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI

Nella prossima assemblea del 30 giugno, gli azionisti della BPB saranno chiamati a decidere se trasformare la banca da cooperativa a società per azioni.
Nella società cooperativa il voto è capitario, ossia ogni azionista vota per uno, indipendentemente dalla quantità di azioni che possiede. Nella S.p.A. invece, il voto pesa sulla base della quantità di azioni possedute.
La verifica dei numeri di bilancio eseguita dai Commissari ha accertato che le perdite della banca hanno eroso per intero il capitale sociale detenuto dagli attuali azionisti, che si è quindi azzerato.
La Banca Medio Credito Centrale ed il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sono pronti a ripianare le perdite e ricostituire il capitale della BPB versando una somma rilevante di circa 1,6 miliardi di euro. Tuttavia, la prima condizione perché ciò accada è che si passi dal voto capitario al voto per quote, perché di certo questi enti non possono versare queste somme e poi votare per uno (per assurdo, tre azionisti che acquistassero mille euro di azioni, conterebbero più di loro, se rimanesse la forma sociale cooperativa).
Quindi, se gli azionisti votassero contro la trasformazione in S.p.A. in assemblea, il giorno dopo MCC ed il FITD negherebbero la ricapitalizzazione e la banca sarebbe posta in liquidazione coatta amministrativa.
Le conseguenze sarebbero quelle già viste in vari altri casi, il FITD aiuterà un’altra banca ad acquistare “a un euro” la BPB, salvando così tutti i correntisti, i lavoratori, le imprese del territorio che hanno bisogno di liquidità, ma azzerando totalmente gli azionisti e tutti gli obbligazionisti.
Una precisazione per completezza devo farla sul FIR, il Fondo Indennizzi Risparmiatori che non si applica e non si applicherebbe comunque alla BPB, anche in caso di messa in liquidazione coatta amministrativa, per due ragioni: 1) la legge istitutiva del FIR circoscrive la sua applicazione alle banche già “fallite”; 2) la più importante è che mancano le risorse, perché purtroppo già l’attuale dotazione del Fondo (1,5 miliardi di euro in tre anni) in realtà appare insufficiente a coprire davvero il 30% degli azionisti delle varie banche decotte (il cui capitale sociale complessivo era ben oltre i dodici miliardi di euro).
Nello scenario positivo della trasformazione in S.p.A. si avranno le seguenti conseguenze: 1) gli obbligazionisti riceveranno il totale rimborso delle obbligazioni per euro 285 milioni, visto che MCC è una banca statale, solida e quindi più che capace di rimborsare quel debito. 2) gli azionisti riceveranno subito quello che i Commissari hanno promesso a livello di ristori; 3) tutti gli azionisti che hanno già intentato una causa – o che la vogliano avviare in futuro – hanno necessità di avere dinanzi una banca solida e solvibile, mentre in caso di l.c.a., per legge, nessuna azione giudiziale può esser avviata o proseguita. 4) Con l’arrivo della nuova proprietà gestita da MCC, sarà possibile rafforzare il tavolo di conciliazione o negoziare altre soluzioni stragiudiziali che riconcilino l’azionista-cliente con la banca.
Per queste 4 concrete ed evidenti ragioni, in antitesi con lo scenario dannoso e antieconomico della l.c.a., appare chiaro che l’unica scelta utile per gli azionisti sia votare a favore della trasformazione in S.p.A..
Il 13 giugno la banca ha pubblicato l’avviso di convocazione dell’assemblea dei soci, con le istruzioni per le modalità con cui votare (si può solo votare entro il 26 giugno e non ci sarà partecipazione, né fisica e né online, né si potrà scegliere un proprio delegato). Potrete leggerlo sul sito della banca.


Per informazioni contattare la Confconsumatori Andria Barletta Trani: Tel. 324/9913773

email: andriaconfconsumatori@gmail.com

Dentix chiude e cessa le prestazioni ai clienti. Confconsumatori: interrompere tutti i finanziamenti dei pazienti

La società Dentix Italia s.r.l., società low cost che si occupa di cure dentali e che, allo stato, gestisce 57 sedi sparse in tutta Italia (con due sedi in Puglia), ha chiuso i battenti in maniera del tutto inattesa.

Tuttavia, tanti pazienti avevano stipulato dei finanziamenti per pagare le cure promesse e, ad oggi non ancora erogate. La Dentix Italia s.r.l., quindi, si presume che abbia incassato dalle finanziarie l’intero compenso per prestazioni mai rese.

Alla Confconsumatori si sono rivolti molti pazienti i quali giustamente si interrogano sulle conseguenze della chiusura repentina della società.

Sussistono i presupposti giuridici per procedere con la sospensione dei pagamenti delle rate del finanziamento direttamente collegato al contratto di assistenza medico – dentistica e, in alcune fattispecie, laddove nessuna prestazione sia stata effettivamente erogata dalla società, sarà possibile richiedere alla finanziaria anche la restituzione degli importi indebitamente percepiti per cure mediche non eseguite.

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Banca Popolare di Bari: Sintesi esplicativa degli incentivi proposti dai Commissari ai soci che parteciperanno all’assemblea

Cari Soci, con comunicato stampa diffuso sabato 6.6.2020, i Commissari della BPB hanno reso noti – in vista dell’Assemblea dei Soci che sarà convocata a breve – gli interventi a beneficio degli azionisti e obbligazionisti della Banca.

In sintesi, gli interventi previsti sono i seguenti:

1) Copertura integrale delle perdite e ricostituzione del capitale minimo

Nell’ambito dell’intervento di trasformazione in società per azioni, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (il FITD) – insieme a Mediocredito Centrale – MCC – farà un versamento: in favore della Banca di euro 1,6 miliardi di euro, per ripianare le perdite. In favore degli azionisti attuali, per un ammontare complessivo di 10 milioni di euro, ai quali permarranno quindi azioni della Banca altrimenti destinate all’integrale annullamento. Tanto consentirà, gratuitamente, a tutti gli Azionisti della Banca di restare tali, anche dopo l’abbattimento del capitale per perdite e la sua ricostituzione, e ovviamente potranno venderle (a quel punto venderanno però azioni di una banca solida e quindi più appetibili sul mercato).

2) Azioni gratuite per 20 milioni di euro a tutti i Soci che parteciperanno all’Assemblea

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e Prestiti, d’intesa con Mediocredito Centrale e con i Commissari Straordinari, metterà a disposizione Azioni Gratuite, per un valore totale pari a 20 milioni di euro, destinate ai Soci attuali della Banca (sia persone fisiche che società) che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno). La dazione sarà in proporzione in base al numero di azioni detenute ed il calcolo potrà farsi ovviamente solo dopo l’assemblea, quando si saprà chi ha partecipato (e quindi partecipa al riparto di queste azioni) e chi no.

3) Offerta transattiva per le persone fisiche che hanno aderito all’aumento di capitale 2014/15: 2,38 euro per azione (ultimo valore di quotazione HI-MTF) a chi partecipa all’Assemblea

Verrà formulata una proposta transattiva a quei Soci (solo persone fisiche, anche se titolari di ditte individuali, escluse società ed enti) che abbiano aderito ad almeno uno degli aumenti di capitale della Banca, deliberati ed eseguiti nel corso degli esercizi 2014 e 2015 e che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno).

Sono esclusi dall’offerta transattiva i clienti della Banca con posizioni in sofferenza o cd. “unlikely to pay”.

La proposta transattiva prevede che la Banca corrisponda un indennizzo pari a 2,38 euro per azione, al netto di eventuali distribuzioni o altri bonus (ad esempio, dividendi distribuiti dalla Banca ai Soci, azioni gratuite,). Si precisa che le cedole incassate con le obbligazioni subordinate NON saranno invece detratte dal risarcimento.

Il beneficiario dovrà rinunciare ad ogni pretesa o azione connessa agli aumenti di capitale della Banca, deliberati ed eseguiti nel corso degli esercizi 2014 e 2015.

La proposta transattiva avrà efficacia solo al raggiungimento di un numero minimo di adesioni pari al 50% dei destinatari della proposta e portatori di un numero di azioni pari al 60% del controvalore in Euro delle azioni stesse, sempre valorizzate al prezzo di euro 2,38 per azione sopra indicato, detenute dai destinatari della proposta.

4) Incentivo per i Soci che parteciperanno all’Assemblea: un warrant per ciascuna azione posseduta, diversa da quelle sottoscritte nell’aumento di capitale 2014/15, oltre ulteriori benefici infra descritti.

A tutti i soci 8sia persone che società o enti) che parteciperanno alla prossima Assemblea (a prescindere da come voteranno), la Banca assegnerà a titolo gratuito un warrant per ciascuna azione detenuta, ossia il diritto (ma non l’obbligo) di sottoscrivere, a partire dal quinto anno successivo all’Assemblea, azioni di futura emissione della Banca sulla base di un prezzo di sottoscrizione che sarà calcolato sulla base del valore futuro della Banca. Ovviamente ci si aspetta che il valore sia superiore a quello attuale, per cui, ad esempio se il prezzo dell’azione attuale scenderà 0,50 centesimi mentre fra 5 anni salirà a due euro, allora grazie al warrant sarà possibile comprare azioni a 0,50 centesimi, lucrando la differenza (i valori sopra scritti sono puramente esemplificativi). 

5) Immissione di risorse necessarie per rendere possibile il pagamento, alle scadenze previste e con la remunerazione stabilita, di tutti gli obbligazionisti subordinati

A tutti gli obbligazionisti, nel rispetto delle varie scadenze (ad es. 25 luglio 2020, 27.11.2020, 30.12.2021), saranno rimborsati integralmente i 283 milioni di euro, e si continueranno a ricevere regolarmente le cedole.

6) Tavolo di Conciliazione di Solidarietà

Tutti i soci che parteciperanno all’Assemblea potranno inoltre accedere al Tavolo di Conciliazione di Solidarietà che sarà istituito e finanziato dalla Banca ed il cui regolamento sarà definito e pubblicato solo dopo l’Assemblea (ovviamente solo in caso di trasformazione in S.p.A.). Al Tavolo di conciliazione non potranno partecipare i soci che hanno comprato nel 2014/2015 e sono beneficiari dell’offerta transattiva (euro 2,38 ad azione) sopra indicata.

I Commissari chiariscono altresì che:

  • gli Azionisti e i Soci della Banca potranno beneficiare di tali interventi solo laddove a seguito dell’assemblea sia approvata la trasformazione della Banca in società per azioni, fatto che costituisce il presupposto per l’ingresso nella compagine sociale del FITD e di MCC, che ricapitalizzeranno la Banca versando un contributo di circa 1,6 miliardi di euro;
  • nell’ipotesi invece in cui la Banca non dovesse trasformarsi in s.p.a. e la complessiva operazione di incremento di capitale riservato a FITD e a MCC non venisse eseguita, nessuno dei predetti interventi potrebbe realizzarsi.

Seguiranno, come nostro solito, informazioni più dettagliate ed aggiornamenti in ordine agli ulteriori sviluppi della vicenda e alla prossima assemblea.

Per informazioni e chiarimenti sulla battaglia in corso, potete contattare la Confconsumatori Andria al n. 324/9913773.

Siamo ad Andria alla via Giuseppe Parini 8. Tel. 324/9913773

Voucher turismo: «si deve mantenere il diritto al rimborso» Netto e chiaro intervento dell’Antitrust con una segnalazione a Parlamento e Governo. Confermate la legittimità della battaglia di Confconsumatori: continua la petizione online

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito delle numerose lamentele ricevute negli ultimi mesi da parte dei consumatori, è intervenuta in merito alla recente normativa che consente agli operatori del settore turistico di emettere un voucher – in luogo del rimborso – per “ristorare” viaggi, voli e hotel cancellati per circostanze eccezionali e situazioni soggettive connesse con l’emergenza da Covid-19.

Nella segnalazione al Parlamento e al Governo, l’Autorità ha evidenziato che l’art. 88-bis si pone in contrasto con la vigente normativa europea, che nel caso di cancellazione per circostanze inevitabili e straordinarie, prevede il diritto del consumatore ad ottenere un rimborso. La posizione assunta dalla Commissione europea nella Raccomandazione del 13 maggio 2020 evidenzia sì che l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma a condizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso in denaro. La Commissione ha anche rilevato che, in ragione delle gravi perdite del settore turistico derivanti dal fatto che le richieste di rimborso presentate dai viaggiatori superano di gran lunga il livello delle nuove prenotazioni, occorrerebbe incentivare i consumatori ad accettare i voucher.

Affinché i voucher possano essere considerati una valida e affidabile alternativa al rimborso in denaro, essi dovrebbero presentare alcune caratteristiche, tra le quali una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operator o del vettore e il diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucher il consumatore non avrà usufruito dello stesso.

Questo quanto segnalato dall’Autorità che ha infine rappresentato che, a fronte del permanere del descritto conflitto tra normativa nazionale ed europea, interverrà per assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con esse contrastanti.

Confconsumatori accoglie con soddisfazione l’intervento dell’Antitrust, a conferma che la battaglia intrapresa con il lancio due giorni fa di una petizione on line su change.org a favore del rimborso in denaro (che ha già superato le 1.500 firme in 48 ore), non era pretestuosa, di parte o irrealizzabile (LINK alla petizione online).

L’associazione continuerà a sostenere le ragioni dei consumatori italiani e si augura che adesso prevalga il buon senso, nell’interesse di tutti, perché in questo periodo di crisi sanitaria ed economica gli italiani hanno bisogno di soluzioni idonee e condivise e non di contrapposizioni.

Per tali motivi Confconsumatori chiede che Governo e Parlamento istituiscano sul tale questione e, più in generale su quelle del turismo e dei trasporti, un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori Utenti (C.N.C.U.), come peraltro prevede la normativa, al fine di pervenire ad un testo di modifica della legge condiviso da tutte le parti e non solo da una parte come purtroppo è avvenuto fino ad ora.

I consumatori, in caso di necessità, possono rivolgersi agli sportelli territoriali di

Ad Andria siamo alla Via G. Parini 8 – email di contatto: andriaconfconsuma@libero.it ; andriaconfconsumatori@libero.it; Tel. 3249913773 (anche Whatsapp).

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Al via il bando per l’accesso al rimborso delle spese per l’acquisto di Dpi

Èoperativo Il nuovo bando attivato da In Invitalia che consente il rimborso delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di dpi (dispositivi di protezione individuale) finalizzati a contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Possono beneficiare del rimborso previsto dal suddetto Bando tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano contabile adottato, che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) sono regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese;
b) hanno la sede principale o secondaria sul territorio nazionale;
c) sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Sono ammissibili al rimborso le spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di DPI le cui caratteristiche tecniche rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. A tal fine, sono ammissibili le seguenti tipologie:
– mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
– guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
– dispositivi per protezione oculare;
– indumenti di protezione, quali tute e/o camici;
– calzari e/o sovrascarpe;
– cuffie e/o copricapi;
– dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
– detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

Ai fini dell’accesso al rimborso, le spese di cui al precedente punto devono:
a) essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. A tal fine, rileva la data di emissione delle fatture oggetto di richiesta di rimborso;
b) essere connesse a fatture pagate alla data dell’invio della domanda di rimborso attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;
c) essere non inferiori a euro 500,00 (cinquecento/00);
d) non essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo.

Il rimborso è concesso nella misura del 100 percento delle spese ammissibili, nel limite massimo di euro 500,00 per ciascun addetto dell’impresa cui sono destinati i DPI e, comunque, fino a un importo massimo per impresa di euro 150.000,00.
Le domande di rimborso devono essere presentate in modalità telematica e a tal fine è necessario collegarsi alla pagina dedicata all’intervento “Impresa SIcura” della sezione https://www.invitalia.it/cosafacciamo/emergenza-co… del sito web dell’Agenzia, e seguire la procedura prevista.

Per informazioni, contattare lo studio legale avv. Laura Maria Pia Tota, con sede ad Andria (BT) alla via G. Parini 8 – Tel. 0883.1986262 – cell. 324.9913773 – email: avv.lauramariapiatota@gmail.com

LISTA DEI NEGOZI, SUPERMERCATI CHE SVOLGONO CONSEGNA A DOMICILIO NEL TERRITORIO DI ANDRIA #restiamoacasa#

LISTA DEI NEGOZI, SUPERMERCATI CHE SVOLGONO CONSEGNA A DOMICILIO NEL TERRITORIO DI ANDRIA
#restiamoacasa#

Alcuni di voi hanno chiesto quali supermercati/negozi svolgono servizio di consegna a domicilio di generi alimentari, prodotti per la casa ed articoli di prima necessità.

Sulla base delle informazioni da Voi ricevute, i negozi e supermercati disponibili sono:

– Celero.it;
– Supermercati dok di Via Napoli (Andria)
– Despar viale Alto Adige, 51 (costo del servizio 3 euro)
– Salumeria Viale Francesco crispi 47 Andria – 0883 591858
– nanomarket via maraldo, 9 Napolitano Eligio
– Punto sul bio – tel. 3713559034 opp 083291440

– sito Speasy.it per i supermercati Simply di viale Trentino e viale Pietro Nenni (ritiro in sede all’ora prestabilita).

-Panificio Labroca Andria, Via Raffaello Sanzio 26 – Tel.: 0883591903
– Macelleria Santovito in via G. Poli – tel. 3482943284
– Gastronomia Buozzi in via Buozzi 11 (andria)
– Antica salumeria Cirillo – via Domenico Cirillo 5 – Tel. 0883. 542446
– Caseificio alta Gastronomia di Liliana Sergio via Napoli 3 Andria (Tel.3208081207/ 0883599919)
– CALICE VINI DI PUGLIA via Annunziata 84 (visitare la pagina Facebook)

– Negozio Muraglia Euronics – via Barletta n. 98 (acquisto piccoli elettrodomestici- ricariche telefoniche con carte prepagate chiamando n.0883550862) – consegna gratis Sabrina Muraglia Ruggiero Muraglia Lella Muraglia

– Pro shop – via Padre Savarese 106-108. Tel. 3282654234
– Non solo bimbo Sanitaria (Bellezza, cosmetici e cura del corpo) Valentina De Corato
– Parafarmacia new farma in via don minzoni (andria) dottssa Ketty de lucia

– Libreria Mondadori (Corso Cavour) – Giovanni D’Avanzo contattare la libreria su pagina fb o istagram – pagamento con carta Paypal o bonifico – consegna a domicilio

La lista di supermercati e negozi che svolgono servizio a domicilio è in continuo aggiornamento..State rispondendo in tanti.. Continuate ad aggiornare la lista!!!
Basta contattare l’ Associazione (su facebook) e verrete inseriti nella lista. Grazie!!!

La nostra pagina Facebook è Confconsumatori Andria Barletta Trani e Laura Maria Pia Tota
#restiamoacasa# #serviziperconsumatori#

Veneto Banca: condannata Banca Apulia a risarcire l’intero investimento a coniugi andriesi

una coppia di coniugi andriesi cui era stato suggerito l’acquisto di azioni di Veneto Banca. I due coniugi si sono rivolti all’avv. Laura Maria Pia Tota, legale di Confconsumatori Andria Barletta Trani, per chiedere il ristoro di quanto perso nell’investimento in azioni Veneto Banca. L’avv. Tota ha quindi avviato il procedimento dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie che, in data odierna, ha emesso la decisione n. 1181 del 6 dicembre 2018.

In particolare, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha condiviso appieno le ragioni dei ricorrenti in ordine alla carenza di informazioni fornite agli acquirenti relativamente alla rischiosità dei titoli oggetto dell’investimento. Tali omissioni risultano ancora più gravi in considerazione del profilo dei clienti, privi di cultura finanziaria e di competenze in materia di intermediazione finanziaria ed il cui unico obiettivo era quello di investire in titoli sicuri ed affidabili che potessero servire al momento per le esigenze della famiglia.

L’ACF ha poi confermato il proprio indirizzo circa gli effetti della cessione di Banca Apulia a Banca Intesa Sanpaolo affermando che “la disciplina introdotta dal decreto-legge 99/2017 non vale a esonerare la resistente da eventuali responsabilità per la commercializzazione delle azioni dell’allora Capogruppo.”

L’Arbitro per le Controversie finanziarie ha, pertanto, condannato la Banca Apulia al pagamento dell’intera somma oggetto dell’investimento in favore dei coniugi andriesi entro il termine di trenta giorni. «Trattasi di un’altra importante decisione – commenta l’avv. Laura Maria Pia Tota- perché conferma appieno il principio della responsabilità della banca quando sussistono carenze informative nel rapporto tra banca e cliente e la banca non ha valutato se l’operazione di investimento fatta eseguire al risparmiatore fosse o meno adeguata al suo profilo di rischio ed ai suoi obiettivi di investimento».

Si ricorda che è ancora possibile procedere con il ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie. Per informazioni, si può contattare la Confconsumatori Andria BT con sede ad Andria alla via Firenze 37 (tel. 324/9913773 o via mail: andriaconfconsuma@libero.it).

Fonte: https://www.andrialive.it/news/attualita/774300/veneto-banca-condannata-banca-apulia-a-risarcire-lintero-investimento-a-coniugi-andriesi